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"PAOLO BORSELLINO: I SUOI VALORI OGGI DISTANTI ANNI LUCE DALLA POLITICA DEL GOVERNO BERLUSCONI" PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Ricupati   
Lunedì 19 Luglio 2010 13:51

Siamo giunti ad un momento della storia italiana, ad un punto della deriva democratica, del collasso della struttura dei valori che costituiscono i cardini di una società che la situazione ci spinge ad essere polemici anche in un giorno come questo.

E lo facciamo consapevoli del fatto che dopo 18 anni il ricordo di Paolo Borsellino deve produrre qualcosa di più di una semplice commemorazione, perché quei valori che gli sono costati la vita (onestà, legalità, moralità) ancora oggi sono distanti anni luce in primo luogo dallo Stato e dalla politica.
Oggi, a distanza di molti anni, siamo nauseati dal “puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità” nella società, nelle istituzioni, di cui parlava Borsellino. Siamo disgustati dalla situazione politica attuale e dal modo in cui il nome di Borsellino viene adesso utilizzato.

Proviamo vergogna nel pensare che il ricordo di un uomo che ha compiuto fino in fondo il proprio dovere, consapevole di essere un “morto che camminava”, oggi sia commemorato da un movimento politico, i giovani del PDL, il cui partito mette in mostra personaggi come Dell’Utri, Cosentino, Berlusconi che ne è fondatore, uomini che Paolo Borsellino non avrebbe voluto neppure incontrare e che avrebbe fortemente contrastato di fronte a tentativi autoritari di imporre il bavaglio all’informazione e negare mezzi necessari alla magistratura per la lotta alla criminalità, come le intercettazioni.
Questo governo si vanta di una serie di arresti eccellenti e di una lotta alla criminalità senza precedenti, prendendosi dei meriti che vanno assegnati soltanto alle forze dell’ordine, che sempre più a fatica, nonostante tagli al personale, agli uffici, alla benzina, mettono in cella pericolosi latitanti e delinquenti.
Siamo amareggiati nel vedere come esista una gioventù, quella risorsa che, come diceva Borsellino, se avesse negato il consenso alla mafia ne avrebbe causato la scomparsa, attirata dal puzzo, dall’eclissi della questione morale, dalla visione della politica come mondo affaristico-economico e malaffare.

Oggi lo ricordano, ma a nostro parere ne offendono la memoria. Borsellino li avrebbe rifiutati, si sarebbe indignato dinanzi a contiguità di tal genere.

Parlano di lotta alla mafia al di là delle appartenenze politiche. Una frase che racchiude in sé un forte senso di ipocrisia, perché in questo caso le appartenenze contano, è importante sapere chi si stima, chi si considera il proprio padrino politico, chi fa parte del proprio movimento partitico.

Abbiano il coraggio di rinnegare la mafia, la collusione, la corruzione, la criminalità con i fatti e non con le parole o con una fiaccolata silenziosa. L’unico modo per onorarlo, per rendere Paolo Borsellino, un vero eroe, è prendere atto dei suoi insegnamenti e dei suoi auspici: per questo dovrebbero, soprattutto loro che sono giovani e, si spera, incontaminati, allontanarsi da un partito che pone sempre più sul piano etico e morale molti dubbi e un profondo senso di disgusto.

Giovani Comunisti/e - Circolo Peppino Impastato Partinico

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Luglio 2010 13:55
 
Nessuno tocchi i simboli dell'antimafia PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Ricupati   
Lunedì 19 Luglio 2010 13:40

COMUNICATO STAMPA


"Apprendiamo con stupore e disgusto che le statue di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino poste in via Libertà a Palermo hanno subito danni da ignoti". E' quanto afferma Marco Giordano, coordinatore provinciale dei Giovani comunisti di Palermo." Questo gesto, che condanniamo fermamente, è davvero inquietante e dovrebbe indurre le istituzioni nazionali e locali a tenere alta l'attenzione sul tema della lotta alla mafia. Assistiamo invece sempre più ad episodi di malgoverno e di commistione tra politica e criminalità organizzata che ci preoccupano. I Giovani comunisti saranno sempre in prima linea nella lotta alla mafia, affinché essa non si limiti ad essere una questione di ordine pubblico, ma sia pratica politica quotidiana che affronti gli aspetti sociali e culturali del fenomeno. Solo così il sacrificio di giudici come Falcone e Borsellino, ma anche di esponenti politici come Pio La Torre e Peppino Impastato, non sarà vano"

Palermo, 17/07/2010

 
LA "SANTA INQUISIZIONE" DI ALCAMO PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Ricupati   
Sabato 17 Luglio 2010 13:47

Sulla vicenda dell'annullamento del Metal Sikelian Hell di Alcamo per le pressioni della Chiesa, la politica è rimasta in silenzio, noi abbiamo preso la nostra posizione! Ecco il nostro comunicato stampa:

La notizia dell’annullamento del Metal Sikelian Hell di Alcamo è soltanto la conferma che in Italia spesso a governare non è la politica, basandosi su criteri di libertà di cultura, religione, parola, ma il potere temporale della Chiesa che mira a consolidare i propri dogmi mediante la distruzione delle culture diverse dalla propria, grazie all’autorità di cui dispone e ad una politica, personificata qui dal sindaco di Alcamo Giacomo Scala, che si piega alle esigenze del potere (qualunque esso sia, ecclesiastico in questo caso). In una sola parola questa si chiama intolleranza e ci ricorda, declinando la storia all’attualità, i 500 anni in cui la Chiesa Cattolica ha imposto la propria supremazia spirituale con la violenza, eliminando fisicamente ogni opposizione dalle zone sotto la sua influenza politica, la Santa Inquisizione appunto.

È scandaloso che la Chiesa si adoperi, e vi riesca addirittura, per l’annullamento di un evento culturale in una nazione LAICA dove Chiesa e Stato sono indipendenti come sancisce l’articolo 7 della nostra Costituzione, che, chissà perché, ormai viene stretta a molta gente di potere. Pensando pragmaticamente anche quanto la tre giorni di rock duro sarebbe stata un’attrazione per migliaia di giovani provenienti da tutta l’Italia, una possibilità turistica per la città di Alcamo, che ne avrebbe tratto anche importanti vantaggi economici, la notizia ci fa ancora più rabbia.
Per fare fuori un qualcosa che non fa parte della cultura ecclesiastica, i vertici della Chiesa hanno iniziato una vera e propria opera di denigrazione, basata su bigottismo e pregiudizi, che ha offeso migliaia di giovani, oltre che gli organizzatori dell’evento. Hanno parlato di musica satanica, di concerto blasfemo, addirittura violento. Ma ci chiediamo: chi sta esercitando la vera violenza in questo caso? La domanda è naturalmente retorica.
Chi la pensa diversamente ha il diritto di far annullare un concerto? Allora sarebbe un diritto per tutti coloro che non sono cristiani adoperarsi per vietare le funzioni religiose della Chiesa? Tolleranza, diversità di pensiero, libertà sono parole che suonano nuove ai prelati della chiesa alcamese?
Non possiamo negare di essere profondamente amareggiati. Il sindaco Giacomo Scala dovrebbe assumersi le proprie responsabilità e fare marcia indietro, anziché tentare di salvarsi in calcio d’angolo parlando di problemi burocratici. Siamo sicuri che, per paura, non lo farà e allora provocatoriamente gli proponiamo di istituire ad Alcamo un governo confessionale e non più laico, magari una colonia dello Stato Vaticano. Lo scenario storico-geografico non sarebbe poi così stravagante: in fondo il Medioevo, dopo questa vicenda, ci sembra molto più vicino di quanto potrebbe in apparenza sembrare.


Giovani Comunisti/e – Circolo “Peppino Impastato” di Partinico

 
Giovani comuniste/i: Il desiderio non ha legge! PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Ricupati   
Mercoledì 16 Giugno 2010 13:44

"Esprimono profonda contrarietà alle posizioni della Giovane Italia, organizzazione giovanile del Pdl, in merito al Sicilia Pride che si terrà a Palermo il prossimo 19 giugno. Esse sono espressione di una cultura omofoba e retrograda che va superata" . E' quanto afferma Marco Giordano, coordinatore provinciale dei Giovani comunisti di Palermo.
"Siamo sempre stai in prima file nelle battaglie contro l'omofobia, il fascismo il razzismo, per i diritti sociali, la libertà e la giustizia sociale. Siamo orgogliosi che la nostra città ospiti un evento come il Sicilia Pride che si svolgerà sabato 19. Pertanto nei prossimi giorni riempiremo Palermo dei manifesti che pubblicizzano questa manifestazione".

Palermo, 16/06/2010

 
Massima solidarietà ai giornalisti Santoro e Ruotolo, al procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, al Pm della Dda Nino Di Matteo e al procuratore di Caltanissetta Sergio Lari PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Ricupati   
Martedì 04 Maggio 2010 15:05

I/Le Giovani Comunisti/e esprimono la massima solidarietà ai giornalisti Santoro e Ruotolo, al procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, al Pm della Dda Nino Di Matteo e al procuratore di Caltanissetta Sergio Lari per le minacce ricevute nella lettera intimidatoria inviata da ignoti alla redazione palermitana di “Repubblica”.
Ancora una volta si tenta di ostacolare la libertà di informazione e lo svolgimento di indagini legate a Cosa Nostra, forse per paura che ciò possa colpire determinati interessi clientelari. 
Tutto ciò avviene mentre il governo Berlusconi da un lato, si vanta di aver assestato duri colpi alla Mafia, dall’altro mette il bavaglio all’informazione con il ddl sulle intercettazioni e vara norme che permettono di alienare i beni confiscati ai mafiosi.
Per denunciare ancora una volta questo vergognoso sistema legato al malaffare e alla criminalità organizzata e, per ricordare chi la mafia l’ha combatutta a costo della vita, i/le Giovani Comunisti/e comunicano la loro partecipazione al “Forum Sociale Antimafia Peppino e Felicia Impastato 2010” che si svolgerà a Cinisi dal 6 al 9 maggio in occasione dell’anniversario della morte di Peppino Impastato.

Francesco Bellina – Giovani Comunisti/e Trapani
Marco Giordano - Giovani Comunisti/e Palermo
Matteo Iannitti - Giovani Comunisti/e Catania
Carla Catalano –Giovani Comunisti/e Enna

 
Domani a Portella per dire che noi la crisi non la paghiamo! PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Ricupati   
Venerdì 30 Aprile 2010 14:14

“L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”. Così recita l’articolo 1 della nostra Costituzione, frutto della Resistenza antifascista, frutto del sacrificio di tanti uomini e di tante donne. Eppure oggi appare un concetto astratto, fuori dalla realtà.

Le nuove generazioni sono le prima vittime della crisi economica che stiamo vivendo, in cui si sbriciolano le certezze e dilaga un senso di insicurezza permanente: centinaia di migliaia di posti di lavoro che si perdono ( ad esempio nel settore della scuola); ricorso sempre più frequente alla cassa integrazione; applicazione di contratti a tempo determinato che sono alla base della precarietà del mondo del lavoro, rendendo la programmazione della propria vita sempre più difficile; crescente numero di morti sul lavoro a causa dell’assenza di controlli ed investimenti sulla sicurezza. Come se non bastasse, il governo Berlusconi vuole modificare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, attraverso il ricorso all’arbitrato: in pratica l’azienda che licenzia i propri dipendenti senza giusta causa non è obbligata a riassumerli! Si tratta del riconoscimento e dell’impunità della prepotenza delle imprese sui lavoratori!

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ORA E SEMPRE RESISTENZA PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Ricupati   
Lunedì 19 Aprile 2010 17:15

Giovani Comunisti/e

Federazione di Palermo - Circolo “Peppino Impastato” di Partinico

ORA E SEMPRE RESISTENZA

VENERDÌ 23 APRILE

h. 17:00

Incontro-dibattito “Resistenza e Costituzione”

Introduzione di: Valentina Bonadonna, PRC Partinico

Proiezione del filmato “Resistenza come valore perenne” a cura del laboratorio del liceo S. Savarino

Interventi di: Salvo Vitale, associazione culturale “Peppino Impastato”

Anna Belligero, coord. nazionale dei Giovani Comunisti/e

Angelo Ficarra, ANPI Palermo

SABATO 24 APRILE

h. 18.30-20.00

Gazebo in piazza Duomo a Partinico

Mostra sulla resistenza e l’antifascismo oggi e volantinaggio

DOMENICA 25 APRILE

h 10:00

Concentramento a Piazza Municipio

Celebrazione della Liberazione dell’Italia dal Nazifascimo

h. 11.30

Festa antifascista dei Giovani Comunisti/e di Partinico

Ex arena Lo Baido – Via Venezia

Pranzo sociale (contributo partecipazione 8 €)

con musica, stand e proiezioni.

info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. / 3287252134

 
25 APRILE, COSTRUIAMO UN CORTEO ANTIFASCISTA A PALERMO PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Toro   
Mercoledì 14 Aprile 2010 15:19

I/le Giovani Comunisti/e di Palermo insieme all'assemblea antifascista riunita partecipano alla costruzione di un corteo antifascista il 25 aprile a Palermo.

Ecco l'appello

IL 25 APRILE A PALERMO

COSTRUIAMO UN CORTEO ANTIFASCISTA

IL 25 Aprile non è una ricorrenza, è una data simbolo ma non solo...

Oggi i valori dell'antifascismo e della resistenza devono  essere difesi e diffusi, in tutti i luoghi di formazione e diffusione dei saperi, partendo proprio dalle scuole. Gli studenti infatti disconoscono la storia del ‘900 e contemporaneamente sono facili prede  della propaganda revisionista e ciò genera l’opinione diffusa che la lotta al fascismo sia inattuale o sia solo una lotta tra "opposti estremismi".

L’attuale crisi del sistema capitalistico degli ultimi anni determina  nel nostro paese una forte deriva fascista, studenti, precari e lavoratori sono  vittime dell’azione del governo Berlusconi che mira costantemente a  modificare la Costituzione in senso fortemente reazionario .

La strategia politica è precisa:  declassificare l’istruzione pubblica in favore di quella privata; limitare la libertà di sciopero,  informazione ed espressione, legittimando tutto con provvedimenti legislativi e propaganda di stampo razzista che identifica il “nemico” nel “diverso” e nell’immigrato.

L’obiettivo è chiaro: annullare le coscienze per preparare il terreno a nuove forme di totalitarismo, sfruttamento e repressione dei diritti e delle libertà.

Per questo l'antifascismo è e deve essere una pratica politica quotidiana, contro ogni rigurgito fascista, razzista, sessista,  omofobo. Il nostro impegno  è su più fronti:

-          dobbiamo denunciare chi sono e cosa fanno i fascisti, quali rapporti hanno con le istituzioni, svelando le coperture politiche e la complicità con dei mass media e del governo;

-          dobbiamo contrastare qualsiasi tentativo di riscrivere la storia, di  riabilitare il fascismo, disonorare la resistenza partigiana e le lotte per la conquista dei diritti di studenti, donne e lavoratori;

-          dobbiamo contrastare qualsiasi avanzata del fascismo, monitorando le nostre  città e negando qualsiasi spazio di agibilità

In questi giorni gli/le antifascisti/e si sono riuniti a Palermo per organizzare, all'interno di una mobilitazione generale  in tutto il territorio italiano, un corteo a Palermo il 25 Aprile.  In risposta alle ultime aggressioni squadriste di Casa Pound come quella di Tor Vergata e ai più recenti tentativi di infiltrazione all'interno del movimento studentesco (ultimamente anche a Palermo), dobbiamo dare  un importante segnale di unità nella nostra città.

Invitiamo tutti gli antifascisti a partecipare alla mobilitazione e a contattarci.

Contro il fascismo che avanza non un passo indietro

L'antifascismo non si processa: ora e sempre resistenza!

Per info e contatti: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Aprile 2010 15:35
 
No all'aumento della durata del mandato per Rettore e Presidi! Difendiamo la democrazia dentro l'università! PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Ricupati   
Domenica 11 Aprile 2010 11:51

I Giovani Comunisti/e di Palermo esprimono profondo dissenso verso la bozza di modifica dello Statuto dell'Università di Palermo approvata dal Senato accademico: essa contiene il prolungamento del mandato del Rettore e dei Presidi delle Facoltà. La norma si applicherebbe da subito agli attuali titolari delle cariche.

Riteniamo che essa sia sbagliata perché risponde a disegni di accentramento delle decisioni nelle mani dei vertici delle istituzioni accademiche, presenti nel ddl 1905 per ora in discussione al Parlamento, il quale svuota i poteri del Senato accademico a vantaggio del Consiglio di Amministrazione (composto per almeno il 40% da persone esterne all'università, cioè facenti riferimenti agli enti privati finanziatori), del Rettore e del Direttore Amministrativo e riduce il numero dei componenti e le prerogative dei Consigli di Facoltà.

Auspichiamo che i Consigli di Facoltà dell'ateneo palermitano esprimano parere negativo.

Invitiamo inoltre tutte le componenti dell'ateneo, in primo luogo le studentesse e gli studenti, a mobilitarsi per difendere l'università pubblica, sia per quanto riguarda la qualità della didattica e il suo carattere di massa, sia per ciò che concerne la vita democratica interna.

 
Contro la manifestazione fascista a Roma! PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Toro   
Domenica 11 Aprile 2010 10:07

Adesione dei Giovani Comunisti all’appello per impedire la manifestazione fascista del 7 maggio

Le/i Giovani Comuniste/i aderiscono all’appello lanciato nei giorni scorsi da una prima rete di realtà sociali ed auto-organizzate contro il corteo del 7 maggio a Roma del Blocco Studentesco e di Casa Pound.
Nelle scorse settimane, dopo le ripetute aggressioni fasciste all’Università di Tor Vergata, per primi abbiamo chiesto alle forze democratiche e antifasciste di costruire insieme un argine democratico alle iniziative dei gruppi di estrema destra e di lottare per lo scioglimento di tutte le organizzazioni fasciste, come è scritto nella nostra Costituzione.
Per questo riteniamo illegittimo, antidemocratico e incostituzionale che ritornino nella Capitale i fantasmi in camicia nera. Di più: auspichiamo che a noi si uniscano tutte le associazioni democratiche e antifasciste (a cominciare dall’Anpi) in un unico grande fronte che impedisca un’offesa così grave alla natura antifascista della nostra Repubblica.

Ultimo aggiornamento Domenica 11 Aprile 2010 10:13
 
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